Regia: Timur Bekmambetov
Cast: Angelina Jolie, James McAvoy, Morgan Freeman,
Thomas Kretschmann
Usa 2008
Chi ama i fumettoni privi di qualsiasi
senso logico si faccia avanti e vada a
vedere questo film senza problemi e si
divertirà senza orma di dubbio.
La nota positiva di questa pellicola è
il protagonista James McAvoy (davvero
bravo), ma la trama risulta frenetica e
le scene d’azione risultano stucchevoli
per quanto inverosimili (un proiettile
sparato fermato da un altro proiettile
sparato nell’altro senso??).
L’errore in film come questi tratti da
un fumetto è non riuscire a discostarsi,
perchè un conto è leggere un fumetto ed
un conto è vedere un’automobile entrare
in un treno e chi più ne ha più ne metta.
Potete risparmiarvi i soldi del biglietto.
Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Heath Ledger,
Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart,
Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman.
Usa 2008
Gotham City è assediata dalla malavita
organizzata. Sono in tre a cercare di
riportare il tutto alla normalità.
Nolan (rispetto al penultimo) è riuscito
a dar vita al miglior Batman di sempre.
Ricco di scene d’azione azzeccatissime,
colpi di scena, grandissimo cast, eccellenti
prove d’attore. Non c’è un attimo di noia
più di due ore di pellicola. E’ un thriller,
un poliziesco, un gran film d’azione.
Probabilmente anche i detrattori sull’eroe
mascherato potrebbero ricredersi.
Nel miglior episodio di Batman di tutti i
tempi non poteva mancare il miglior Joker
in assoluto (il compianto Heath Ledger), che
lascia di stucco in ogni scena: assolutamente
perfetto.
Buon divertimento.
Regia: Anna Negri
Cast: Alba Caterina Rohrwacher, Marco Foschi,
Leonardo Bono, Damiano Bono, Valentina Lodovini.
Italia 2008
Film “Mockumentary” - come attualmente si designa
quel genere cinematografico del “finto documentario” -
ed unica pellicola italiana in concorso al Sundance Film Festival.
Low budget ed idee essenziali, ma efficaci.
Una panoramica sul precariato lavorativo
condito dalla parallela precarietà sentimentale.
La rincorsa continua dell’amore
e il rapporto con quel “mal di cuore” che,
come recita la protagonista
(sottolineata dal riferimento ad un brano di Billie Holliday),
sembra accompagnarci costantemente.
Spunti di riflessione, sorrisi e qualche lacrima
fanno di “Riprendimi” un film riuscito,
non fosse altro per il merito di aver combinato
una leggerezza/non leggerezza con una matura originalità.
Buona prova dell’intero cast.
Regia: Michael Haneke
Cast: Naomi Watts, Tim Roth,
Michael Pitt, Devon Gearhart
Usa 2007
Scrivere di cinema non è mai facile.
Si ha sempre paura di stroncare troppo il lavoro altrui,
ma quando ci si trova davanti ad opere del genere
è difficile fare diversamente.
Oltre che per le varie scopiazzature
che vanno da Arancia Meccanica
ad altri cult del genere, il film è assurdamente folle,
senza entrare nell’animo dei killer.
I due pazzi di turno sono pronti a torturare
ed ammazzare gratuitamente, senza alcuna ragione,
e gli altri agiscono passivamente.
Un film che mette rabbia, e come unica
nota positiva possiamo trovarvi alcune
battute abbastanza divertenti anche
se in quel contesto.
Dopo 90 minuti di delirio puro,
c’è il colpo di genio che con un telecomando
si possa tornare indietro e correggere l’accaduto.
Qui l’apoteosi del non-cinema,
perchè si diventa presuntuosi e in
questo campo è una grande pecca.
Evitabilissimo.
Regia: Spike Lee
Cast: Mira Sorvino, John Leguizamo, Adrien Brody,
Jennifer Esposito, Ben Gazzara.
Usa 1999
Il film narra la storia di una
città (New York) in preda al
panico per gli ultimi accadimenti.
C’è un serial killer e nessuno
riesce a trovare una traccia.
Spike Lee non vuole raccontarci la
psicologia dell’assassino, ma descrivere
in maniera dettagliata la vita delle
persone sconvolte dagli ultimi eventi.
Se il film fosse durato meno sarebbe
sembrato più digeribile. Tuttavia non
è un film del tutto deludente. Ci sono
delle grandissime interpratazioni (da
Mira Sorvino a Adrien Brody fino al
notevole cameo di Ben Gazzara).
C’è una critica anche nei confronti dei
media, che in occasioni del genere, non
lasciano mai da parte il cinismo e la
voglia di notizia a tutti i costi.
Il livello del film è sicuramente alto,
forse il migliore diretto da Spike Lee,
restano delle sbavature oltre la durata,
tipo alcuni dialoghi un pò logorroici, ma
è un film da tenere assolutamente in
considerazione.
Regia: Oliver Stone
Cast: Eric Bogosian, Alec Baldwin, John McGinley,
Ellen Green
Usa 1988
Cinico, spietato, irriverente.
Il 99% della pellicola è ambientato
in uno studio radiofonico dove il
protagonista conduce un programma
di successo in una stazione locale.
E’ un film statico, ma che non annoia
mai. Ti lascia pensieri e spunti fino
all’esasperazione. Fin dove può arrivare
l’odio? Quanti di noi siamo egocentrici?
Nel film c’è di tutto: dalle frustrazioni
sessuali all’odio razziale, dall’insicurezza
alla sete di potere. Oliver Stone firma
la regia di questo solidissimo lungometraggio
con un protagonista (Eric Bogosian) perfetto.
Il film è del 1988 e per chi non avesse mai
avuto il piacere di vederlo se ne consiglia
vivamente la visione, assolutamente da
riscoprire.
Regia: Adam Brooks
Cast: Ryan Reynolds, Isla Fisher, Rachel Weisz, Derek Luke,
Elizabeth Banks, Abigail Breslin, Kevin Kline.
Usa 2008
Nella vita si incontrano tante persone,
tante donne, nascono storie, muoiono coi
litigi. Solo una è quella giusta. Lo spunto
è quello della pura commedia sentimentale
by Usa. Ryan Reynolds racconta i suoi
trascorsi sentimentali all’adorabile figlia
(Little Miss Sunshine) facendo nascere nello
spettatore curiosità, dolcezza e quel sentimento
che tanto fa bene al cuore: la serenità.
Il regista è Adam Brooks, ai suoi tempi
sceneggiatore del film French Kiss, ed infatti
la commedia è in perfetto stile Meg Ryan, per
intenderci. Piacevole, si astengano coloro che
non sono in vena di sentimenti.
Regia: David Slave
Cast: Patrick Wilson, Ellen Page,
Sandra Oh, Jennifer Holmes
Usa 2005
Film datato 2005, mai arrivato da noi in Italia,
se non nella versione Dvd premiere del giugno 2008.
Inquietante, spinoso, perverso,
magnetico, controverso, psicopaticamente femminista.
La lista di aggettivi potrebbe continuare a lungo
dal momento che sin dal primo minuto
l’attenzione dello spettatore viene indiscutibilmente catalizzata.
Una ragazzina di 14 anni.
Un fotografo trentenne, sospetto pedofilo.
Una casa ed il vortice morboso che in essa si scatena.
Scene ai limiti del sadismo e spunti di notevole riflessione,
supportati ed esaltati dalla strepitosa
interpretazione dei due protagonisti
(lei è Ellen Page, vista poi nel fortunato Juno)
fanno di HARD CANDY una pellicola cult.
Regia: David Ayer
Cast: Keanu Reeves, Forest Whitaker, Amaury Nolasco,
Chris Evans, Hugh Laurie, Naomie Harris.
Usa 2008
L’adrenalina, la tensione e il buon ritmo ci sono.
Non mancano dunque tutti gli ingredienti per un buon thriller.
Dallo sceneggiatore di Training Day (qui regista)
ne vien fuori un bel prodotto
con un cast eccellente e di tutto rispetto.
L’intreccio c’è ed anche se il più delle volte è reso meno
evidente perchè le scene d’azione prendono il sopravvento,
questo ne fa di sicuro un blockbuster più godibile.
Le scene d’azione sono diretta in maniera
fresca ed efficace, grazie ad una regia che conferisce
a questo poliziesco una compattezza non indifferente.
Pessima traduzione (come al solito ormai) del titolo originale
(Street Kings) che stavolta non è neanche commerciale
visto che risulta anche difficile da ricordare.
Regia: Simon Brand
Cast: Jim Caviezel, Greg Kinnear,
Bridget Moynahan, Joe Pantoliano
Usa 2006
Con ben due anni di ritardo rispetto
all’uscita americana arriva da noi
il primo lungometraggio diretto da Simon Brand.
La fattura è sicuramente buona, cucita
ad arte, anche se senza picchi essenziali.
Cinque persone sconosciute accomunate da un’unica cosa:
non ricordare nulla nè di se stessi
nè tantomeno degli altri.
Strizzando l’occhio al primo Saw e a The Cube,
il film non spicca certo di originalità, ma
perlomeno riesce a non annoiare mai lo spettatore.
Ognuno non può fidarsi degli altri 4 e ciò fa
nascere un gioco psicologico interessante anche
se alcune cose suddette sanno di dejavù.
Ottima prova di Jim Caviezel.