Regia: Guillem Morales
Cast: Belen Rueda, Lluís Homar,
Clara Segura, Julia Gutiérrez Caba
Spagna 2010
Due gemelle, entrambe affette da una malattia
degenerativa con perdita progressiva della
vista. Una delle due si suicida, l’altra
non riesce a credere che sia un gesto
volontario e inizia ad indagare.
Film al 100% ansiogeno, con un buon ritmo,
una sceneggiatura priva di sbavature e,
cosa che non guasta mai in film del genere,
intriga sin dalle prime battute.
Vi sono dei rallentamenti che non fanno
sembrare questo film fluido per tutta la
durata. Sarà la produzione europea, sarà
che è fortemente voluto dal regista per
accrescere nello spettatore un senso di
tensione ancora più alto nelle scene clou.
In definitiva un thriller bel congegnato,
laddove non servono americanate e ci si può
accontentare di un prodotto onesto e
artisticamente valido. Ottima la prova di
Belen Rueda.
Regia: John Carpenter
Cast: Amber Heard, Danielle Panabaker,
Mika Boorem, Lyndsy Fonseca
Usa 2010
Un gruppo di ragazze in un ospedale
psichiatrico, senza via d’uscita.
Ambientato nel 1966 il nuovo film
di John Carpenter non delude le
attese.
La maestria con cui ha diretto la
pellicola è inconfondibile.
Un horror vecchio stile, senza chissà
quali strumenti a disposizione. La
semplicità della sceneggiatura non
diviene un blocco ma un aiuto per far
sì che la tensione sia alta per tutta
la durata del film.
Gli horror psicologici spesso possono
avere il difetto di peccare di
“presunzione”. Qui Carpenter ci mette
poche cose essenziali per rendere il
suo lavoro fluido ed efficace.
Le musiche ossessive, l’ambientazione
claustrofobica e le scene mai ripetitive
ed il gioco è fatto, quasi come se
volesse dimostrare a qualche giovane
regista come fare cinema senza chissà
quali proclami.
Ottimo.
Regia: Wes Craven
Cast: Neve Campbell, David Arquette, Courteney Cox, Adam Brody, Emma Roberts, Hayden Panettiere, Kristen Bell, Rory Culkin
Usa 2011
La genialità di Wes Craven colpisce
ancora. E’ difficile firmare la
regia di un quarto capitolo e non
stancare..lui ci è riuscito.
Con molta ironia e momenti che fanno
sobbalzare dalla poltrona si arriva
dopo 111′ minuti di pellicola senza
alcuna stanchezza.
Non mancano gli omaggi a tutte le saghe
dei film horror, le bacchettate ai
film “inutilmente splatter” dalla
violenza gratuita, laddove l’enigma
non c’è più a differenza del primo
capitolo (Saw).
Sorprendente fino al finale, scene
d’azione mozzafiato. Non vi diciamo
di più (come da altre parti) perchè
in un film del genere sapere troppo
è, alquanto, disarmante.
Regia: Joe Johnston
Cast: Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Emily Blunt
Hugo Weaving, Art Malik
Usa, Gran Bretagna 2010
Un classico della cinematografia ritorna sul grande schermo
e stavolta è Benicio del Toro ad essere investito del ruolo dell’Uomo Lupo.
Toni decisamente gotici con marcate venature horror percorrono
l’intera pellicola coinvolgendo lo spettatore in ritmi concitati,
ma che ben poco lasciano della complessità della storia,
qui costruita su una sceneggiatura esile.
Considerando che alle spalle ci sono ben 70 anni che hanno visto
molte variazioni sul tema, il regista non riesce ad omaggiare
debitamente l’affascinante quanto terrorizzante mondo dei licantropi.
La sete di sangue e di vendetta intercalata dai classici ‘affari di famiglia’
mai sanati e sempre portatori di palpabili tensioni si fondono
per dar vita ad un film che per uno script poco fluido non aggiunge
molto al panorama cinematografico.
Tuttavia non manca un certo potere attrativo, esercitato dalla curatissima
cupa ambientazione (in perfetta linea col tema) e l’indubbia eccellente
interpretazione di Del Toro e del sempre accattivante Hopkins.
Piccola parentesi finale: convince più la trasformazione che lo ’style’
del lupo in sè, di certo spaventoso, ma un po’ goffo.
Regia: Bryan Bertino
Cast: Liv Tyler, Scott Speederman,
Glenn Howerton, Alex Fisher
Usa 2008
Prendete la sceneggiatura di Vacancy,
rubacchiate qui e lì qualche riferimento a Cane di paglia,
prendete spunti stucchevoli dall’altrettanto pessimo
Funny Games ed ecco che nasce The Strangers.
Il 90% della pellicola risulta noioso, non tanto
per i soliti ormai vecchi clichè, ma più che altro
per il modo in cui è girato. Il regista cerca di
mettere a fuoco solo ciò che è al centro
dell’inquadratura, sfumando tutto il resto,
e questo per tutto il film, a
nostro avviso, non può reggere.
Suspence, ne mette ben poca.
La sola Liv Tyler non può sostenere un film che
è sbagliato dall’ossatura.
Il protagonista maschile ha una presenza
scenica pari a del pulviscolo atmosferico
e tutto il film lo si passa a capire quanto,
invece, fosse ben fatto Vacancy.
Risparmiate i soldi del biglietto.
Regia: Juan Antonio Bayona
Cast: Belèn Rueda, Fernando Cayo, Geraldine Chaplin
Montserrat Carulla, Mabel Rivera, Alejandro Campos
Messico, Spagna 2007
Prodotto da Guillermo Del Toro (il cui “marchio”
in quanto a horror ormai è più che una garanzia),
il film non brilla per la sceneggiatura,
che spesso emerge solo grazie all’eccezionale fotografia.
Gli elementi classici di genere (villa gotica,
presenze terrificanti, la psicologia tormentata della protagonista)
pur essendo stilisticamente di rilievo rischiano
più volte di perdersi in una trama delineata .
D’altro canto, parlare di Horror non è proprio corretto,
visto che il piano della narrazione si eleva
nella misura in cui si sposta di continuo
su un’analisi del vissuto interiore della protagonista.
(interpretata magistralmente da Belen Rueda, c’è da dirlo).
Il tentativo di avvicinarsi ad un capolavoro come
La spina del diavolo del maestro Del Toro comunque non riesce,
anche se regala un film mediamente godibile.
Regia: Frank Darabont
Cast: Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Andre Braugher,
Chris Owen, Laurie Holden, Toby Jones,
Jeffrey DeMunn, Alexa Davalos, David Jensen
USA 2007
Trasposizione sul grande schermo
del capolavoro “kinghiano” The Mist (La nebbia).
L’atmosfera iniziale da telefilm (la prima mezz’ora
lascia molto a desiderare) cede progressivamente
spazio ad una tensione palpabile, di cui i mostri
in perfetto Lovecraft-style (da quelli tentacolari agli
insettoni ibridi) sono solo funzionali ad una prospettiva
più ampia: il calarsi nella psicologia di un gruppo
occasionale che si trova improvvisamente in uno spazio
chiuso a fronteggiare le proprie paure.
Vediamo così la naturale solidarietà dei primi
momenti sgretolarsi in conflitti egoistici
dove la paura è sovrana incontrastata.
Un pizzico di deja-vu e sprazzi di b-movie ci sono,
ma il fatto che si respiri una sorta di orrore diffuso
e mai afferrabile e definibile,
ci fa gustare due ore di un horror più che discreto.
Regia: Alexandre Aja
Cast: Kiefer Sutherland, Paula Patton, Amy Smart,
Mary Beth Pail, Cameron Boyce
USA 2008
Film horror dalla moderata venatura psicologica
che si rifà in buona parte al sud-coreano
Geoul sokeuro - Into the Mirror (2003, inedito in Italia).
Sutherland è il protagonista indiscusso per l’intera durata
e si muove a suo agio in scenari a lui ben noti
trasmettendo quella giusta dose di tensione
che però non trova riscontro in dialoghi spesso poco approfonditi.
Le continue visioni spettrali e le atmosfere cupe
che si fondono con presunti disturbi di personalità
sono in perfetta linea con l’horror tradizionale
che qui ha anche il buon supporto della classica
musica a forte impatto emotivo.
Se il film raggiunge dunque la sufficienza,
c’è da dire che il finale è da dieci e lode.
Un vero peccato visto il prologo non privo di spunti
suscettibili di sviluppi potenzialmente originali.
Regia: Mitchell Lichtenstein
Cast: jess Weixler, John Hensley, Josh Pais,
Hale Appleman, Lenny Von Dohlen
Usa 2008
Il classico film che lascia spiazzati,
ma anche incerti su che tipo di critica propendere.
Certo il tema scelto che lo ha candidato a Film Shock del 2008
non lascia indifferenti.
Trattasi del “Mito della vagina dentata“:
argomento dunque scottante per questa soft/dark-comedy
dove accanto a riflessioni mai banali (in primis sulla violenza sessuale)
lo spettatore si trova di fronte ad un miscuglio scarsamente districabile
di troppi elementi che non trovano tra loro facile armonia.
Si potrebbe dire che sia la protagonista
(la Jess Weixler portata alla ribalta dalla serie tv Law & Order)
la vera colonna portante del film,
con la sua interpretazione giostrata piuttosto abilmente
tra l’ingenuo perenne, il timore incombente
ed il cinismo indispensabilmente acquisito sul finale.
In conclusione, ci troviamo di fronte ad un film
che convince solo a tratti, peraltro esigui.
Regia: Msayuki Ochiai
Cast: Joshua Jackson, Rachel Taylor,
Megumi Okina, John Hensley, David Denman
USA 2008
La moda del remake a tutti i costi finisce talvolta per stancare.
Questa è una di quelle volte.
L’originale, pellicola discreta, è datato 2004:
trattasi di SHUTTER.
Questa rivisitazione americana,
nonostante la buona interpretazione di Joshua Jackson
(l’osannato Pacey della serie tv Dawson’s Creek),
ha ben poco da dire e sottopone lo spettatore
ad uno svolgimento poco coinvolgente
e ai soliti balzi (peraltro prevedibilissimi) dalla poltrona.
Considerando che i film di genere ormai imperversano
troppo frequentemente nelle sale cinematografiche,
questa ennesima ghost-story con la componente “passato che ritorna”
avrebbe avuto bisogno di un piglio diverso.
Avrebbe giovato insomma una concreta verve horror,
quella che qui cede il posto al gusto del già visto.