Regia: Joe Johnston
Cast: Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Emily Blunt
Hugo Weaving, Art Malik
Usa, Gran Bretagna 2010
Un classico della cinematografia ritorna sul grande schermo
e stavolta è Benicio del Toro ad essere investito del ruolo dell’Uomo Lupo.
Toni decisamente gotici con marcate venature horror percorrono
l’intera pellicola coinvolgendo lo spettatore in ritmi concitati,
ma che ben poco lasciano della complessità della storia,
qui costruita su una sceneggiatura esile.
Considerando che alle spalle ci sono ben 70 anni che hanno visto
molte variazioni sul tema, il regista non riesce ad omaggiare
debitamente l’affascinante quanto terrorizzante mondo dei licantropi.
La sete di sangue e di vendetta intercalata dai classici ‘affari di famiglia’
mai sanati e sempre portatori di palpabili tensioni si fondono
per dar vita ad un film che per uno script poco fluido non aggiunge
molto al panorama cinematografico.
Tuttavia non manca un certo potere attrativo, esercitato dalla curatissima
cupa ambientazione (in perfetta linea col tema) e l’indubbia eccellente
interpretazione di Del Toro e del sempre accattivante Hopkins.
Piccola parentesi finale: convince più la trasformazione che lo ’style’
del lupo in sè, di certo spaventoso, ma un po’ goffo.
Regia: Peter Jackson
Cast: Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Saoirse Ronan,
Stanley Tucci, Susan Sarandon.
Usa, Gran Bretagna, Nuova Zelanda 2009
Dopo essere stato osannato per la trilogia fantasy
de Il signore degli anelli, Peter Jackson ritorna
sul grande schermo per regalarci un’opera dove il
cuore trionfa, sposandosi con un senso costante di
misticità e sospensione onirica.
Lo spettatore viene calato nella storia tormentata
della protagonista Sousie, in bilico tra due mondi,
ma anche tra la voglia di riscatto e vendetta e la
necessità di distaccarsi da quell’odio che in fin dei
conti può generare solo altro odio, altra sofferenza.
Intrappolata in questa sorta di limbo da dove può
osservare tutto e tutti, Sousie (e quel suo sguardo
smarrito, ma penetrante che difficilmente si dimentica)
ci conduce lungo il travagliato percorso dell’anima che
anela al divino, alla quiete, al ‘mondo perfetto’,
ma che rimane tuttavia fortemente ancorata al terreno
e allo strascico di dolore che involontariamente ha
lasciato ai cari sopravvissuti. Una sottile magia permea
l’intero film, destinato per la sua marcata ‘non commercialità’
a dividere il pubblico. Da vedere mettendo davanti a tutto
(anche allo spirito meramente critico che potrebbe rivelare
qualche imperfezione) la propria sensibilità visiva/auditiva
(nell’accezione di visione/ascolto d’anima e con l’anima).
Ottimo cast dove spicca l’ ‘inquietante’ Stanley Tucci.
Regia: Chris Weitz
Cast: Nicole Kidman, Sam Elliott, Daniel Craig, Dakota Blue Richards
Usa, Gran Bretagna 2007
Film senza grandissime pretese.
Chi si aspetta una favola indimenticabile resterà con tutta probabilità piuttosto deluso.
Col passare dei minuti ci si accorge che il film stenta a “decollare”,
anche se l’animazione e la fotografia
ci regalano atmosfere di un notevole spessore visivo/emotivo.
Sempre bella e misteriosamente eterea la protagonista Nicole Kidman
e molto buona la performance della bambina,
perfettamente in linea con questa favola fantasy.
Purtroppo i personaggi – così come la trama –
sono soltanto accennati e se è vero che diverse scene colpiscono non poco
per la ricchezza di colori ed effetti speciali,
è pur vero che il film non si distingue per originalità,
risultando un po’ “freddo” e privo di slanci degni di nota.
Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Paul Giamatti, Bryce Dallas Howard, Andrew Aninsman,
Bob Balaban, John Boyd
Usa 2006
Il trailer di presentazione lo proponeva come un film horror
mentre LADY IN THE WATER è una stupenda favola post-moderna,
apprezzabile però solo se si è dotati di una discreta propensione al fantastico,
quello più significativo e non di puro effetto scenografico.
Come in THE VILLAGE, Shyamalan si muove in territori
dove il fiabesco aleggia fondendosi col reale:
lo spettatore rimane affascinato da sequenze che sembrano sussurrate
più che effettivamente narrate.
Si va oltre il mero dialogo degli attori
e la tradizionale lotta contro il male assume i connotati
di una vera e propria rinascita,
quella di un uomo che ha perso la fede in se stesso e nel mondo che lo circonda
ma la ritroverà grazie ad una ninfa di un fantomatico mondo azzurro,
straordinariamente vicino a quello degli umani.
Personaggi e personalità sono tratteggiati in maniera splendida
in questo film che regala una finestra non banale
sull’importanza della fede, intesa nella sua accezione più vasta.
Regia: Guillermo del Toro
Cast: Ivana Baquero, Doug Jones, Sergi López,
Ariadna Gil, Maribel Verdù
Messico, Spagna, U.S.A. 2006
Una favola post-moderna, una sorta di rilettura di un momento della
storia in chiave fantasy-horror (ma nemmeno più di tanto).
Il film sembra attingere un po’ da una versione rimaneggiata di
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE e un po’ da HARRY POTTER
con i quali però non condivide l’intento puramente fantastico.
Il background storico (ci troviamo in Spagna nel 1944)
contribuisce a renderlo un film moderatamente impegnato
senza appesantirlo però nemmeno per un attimo.
Coinvolgente la trama, valide le varie interpretazioni,
in primis della bambina protagonista.
Il regista ci parla con delicatezza e grande sensibilità di soprusi e di innocenza,
in una continua sospensione tra realtà e immaginazione
e nella costante ricerca di un mondo nel quale trovare la pace
mantenendo intatta tutta la propria genuinità d’animo.
La chicca poi è la colonna sonora che accompagna l’intero film,
una stupenda ninna nanna dall’incredibile dolcezza (PAN’S LULLABY).
Regia: Robert Rodriguez
Cast: George Clooney, Quentin Tarantino,
Harvey Keitel, Juliette Lewis, Ernest Liu,
Salma Hayek
Usa 1996
Non è un film facile, vuoi per la miriade
di generi che tocca il film, vuoi per alcune
scene davvero pulp.
Splendido in the road che risulta un perfetto
mix d’azione, sarcasmo e sangue.
E’ innanzitutto un film che riesce a sorprenderti
con diversi colpi di scena, e questo è il
pregio maggiore in un film, a mio avviso.
La pellicola scivola via come se fosse un
cortometraggio, mai un minuto di tregua, attori
in parte (tra tutti un grande George Clooney).
Il film sicuramente avrà parecchi detrattori,
non è facile per tutti “digerire” una pellicola
del genere, fatta di tanti sprazzi di genialità
e di continui cambiamenti, che forse lo rendono
meno “film” di quanto ci si possa aspettare.
Ma è il puzzle, alla fine, risulta impeccabile.
Regia: John Carpenter
Cast: Sam Neill, Jürgen Prochnow, Julie Carmen, Charlton Heston, Frances Bay, Wilhelm von Homburg, Kevin Rushton
Usa 1994
Splendido mix di azione e terrore, ottimo cocktail teso tra
finzione e realtà, a mio avviso uno dei pochi horror che,
oltre a incutere paura, riescono a farti riflettere sulla
società d’oggi fatta di conformismi superflui.
Senza orma di dubbio è una visione pessimistica e apocalittica
della vita, ma l’angoscia che trasmette la pellicola lo rende
quasi unico nel suo genere. Merito maggiore del film, a mio
avviso, è l’imprevedibilità..,
Il titolo originale del film è:”Nelle
fauci della follia”, ma come al solito nella traduzione si è
cercato un titolo più “commerciale”.
Bella prova di Sam Neill.
Strepitosa la colonna sonora firmata dallo stesso Carpenter.
Il film di Luc Besson coinvolge dal primo minuto.
E’ una favola in chiave moderna..ed è così che va
interpretata, quindi chi ha voglia di cinema-verità
eviti questa pellicola per il momento.
Film girato per le meravigliose vie di Parigi, il
tutto in un sinuoso ed elegante Bianco&nero che
rende il tutto facente parte di un sogno.
Il film si rivelerà ben presto una morale sulla vita
e verrà usato il mare come metafora purificatrice
dell’anima, che trasforma il passato in presente.
Bravissimo Jamel Debbouze, già apprezzato ne “Il
Favoloso mondo di Amélie”.
Bellezza che lascia senza fiato quella di Rie Rasmussen.
Regia: Frank Coraci
Cast: Adam Sandler, Kate Beckinsale, Christopher Walken, Sean Astin,
Erik Aude, Theresa Barrera, Jaclynn Tiffany Brown, Katheryn Cain
USA 2006
Un architetto stakanovista s’imbatte in una sorta di telecomando che gli permette
di andare avanti e indietro attraverso le fasi della sua vita.
Lui è Adam Sandler affiancato dalla meravigliosa Kate Backinsale.
La prima parte del film scivola via con tutti i desideri che un uomo possa
far avverare avendo in mano il telecomando della vita..andare avanti nelle
parti noiose, mettere pausa per ricordare quella cosa che la tua lei vuole
che tu ricordi. Quei ricordi che uno non ha per l’eterna distrazione, non
per meno amore nei suoi confronti.
La seconda parte del film è decisamente più introspettiva…andando avanti
velocemente col telecomando ci si rende conto degli errori che un essere
umano può compiere durante la sua vita e se il tempo fosse un gambero..,
parafrasando un noto musical, si potrebbe porre riparo ad ogni cosa.
Questo è un film, in quanto film è finzione, ma chi di noi non ha mai desiderato
di poter rimediare a qualche errore di troppo nella vita?