Regia: Olatunde Osunsanm
Cast: Milla Jovovich, Elias Koteas,
Will Patton, Enzo Cilenti
Usa 2009
Alaska. Sparizioni misteriose alla fine degli anni ‘60
hanno sconvolto una tranquilla cittadina di periferia.
Di questi casi se ne interessa la psicologa Abigail Tyler,
la quale tramite le sue sedute di ipnosi cerca di
ricostruire insieme alle vittime ciò che hanno vissuto.
Partendo da questi episodi realmente accaduti,
il regista crea un parallelo scenico tra i veri filmati e la
rappresentazione cinematografica.
Film ben fatto, senza eccessi, ma che probabilmente
agli occhi di qualcuno potrà sembrare impressionante.
Verità o menzogna? Non ci è dato saperlo.
Se il dubbio dunque che sia tutta una gran montatura
permane, il film lascia pensare ed è questo il fattore
principale che tiene lo spettatore incollato alla poltrona
a seguire questa sorta di documentary. Ci troviamo
anche dinanzi alla migliore interpretazione di Milla Jovovich,
perfetta nel ruolo della psicologa.
Ottimo prodotto.
Regia: Roland Emmerich
Cast: John Cusack, Amanda Pet, Chiwetel Ejiofor,
Oliver Platt, Woody Harrelson, Thandie Newton
Usa, Canada 2009
E’ ormai appurato che Emmerich, maestro nel genere
‘disaster movie’ (cfr. Indipendence Day e The day
after tomorrow) ha dalla sua una piena padronanza dei
territori fantascientifici e un uso sapiente e completo
degli effetti speciali, qui dal sapore ancora più spettacolare
e apocalittici del solito. Se ci si propone di non badare troppo
a tutti i clichè tipici dei film catastrofici - che paradossalmente
di questi sono spesso il punto di forza - e ai dialoghi che non
sono certo ai massimi vertici cinematografici, 2012 non mancherà
di travolgere lo spettatore in un vortice di adrenalina.
La fine del mondo, come predetto anzitempo dai Maya, è arrivata:
tsunami, sprofondamenti del sottosuolo, terremoti dal potere
devastante si alternano a tutta una serie di sentimentalismi atti
a smorzare la distruzione che trionfa nelle quasi tre ore della
pellicola. Sul costante sfondo della denuncia dell’inequità sociale,
dell’arroganza del potere e della forza del dio denaro,
il nostro Cusack-eroe porterà impavidamente l’umanità verso una nuova
(ennesima) mirabolante rinascita.
Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Mark Wahlberg, Zooey Deschanel,
John Leguizamo, Betty Buckley
Usa 2008
Morti inspiegabili, inquietanti, inaspettate.
Non si sa cosa provochi tutto ciò,
bisogna solo fuggire, non c’è tempo.
Il regista de Il sesto senso non risparmia
suspence e momenti di vera tensione con
intelligenti frame più leggeri che servono
a staccare lo spettatore dalla visione troppo
tesa della pellicola. Il rischio c’era perchè
in passato ha diretto film come The Village,
ma per fortuna siamo su un altro pianeta.
Gran merito di tutto ciò va al protagonista:
Mark Wahlberg, perfetto nel suo ruolo.
Il ritmo non è costantemente incalzante,
ma grazie a delle scene piuttosto improvvise,
il film riesce sempre a rialzare il capo.
Morale ecologico-sentimentale discutibile, ma
al tempo stesso la teoria proposta risulta apprezzabile.
Regia: Oliver Hirschbiegel
Cast: Nicole Kidman, Daniel Craig, Jeremy Northam,
Jeffrey Wright
Usa 2007
Ho letto parecchie critiche a questa pellicola.
Il film mi ha entusiasmato e non poco.
Ottime scene d’azione che portano tensione e
incuriosiscono come nella migliore tradizione
dei thriller di ultima generazione (o almeno
così dovrebbe essere).
Una Nicole Kidman, bella come non mai, che
sarà alle prese con una vera e propria corsa
contro il tempo per debellare un’invasione
aliena dal mondo.Si tratta dell’ultimo remake
(il quarto) de “l’invasione degli Ultracorpi”, ed il regista
è stato già apprezzato nell’ottimo “the Experiment”.
In definita, quindi, dissento dalla maggior
parte delle recensioni lette prima di aver
visionato il film, si tratta di un ottimo prodotto
pieno d’azione per una serata passata all’insegna
della tensione.
Regia: John Carpenter
Cast: Jeff Bridges, Karen Allen, Charles Martin Smith,
Richard Jaeckel, Robert Phalen, Tony Edwards, John Walter Davis
Usa 1984
Questo film è una piccola perla del
grande John Carpenter.
Tratta temi come l’abbandono e la paura
dell’ignoto in modo magistrale. Credo sia
unico nel suo genere, un film che nonostante
tratti di un alieno sceso sulla terra, riesce
ad imprimere sin dalle prime battute un sentimento
dolce, quasi aulico, mai scontato, e con degli ottimi
protagonisti.
Questa pellicola è l’ennesima prova di quanto sia eclettico
John Carpenter, che riesce a girare sia film come “Vampires”
o “1997 - Fuga da New York”, che un film come Starman, che
è legato agli altri film solo in quanto a bellezza ma è
completamente diverso.