Regia: Randall Miller
Cast: Alan Rickman, Bryan Greenberg, Shawn Hatosy,
Mary Steenburgen, Bill Pullman, Eliza Dushku, Danny DeVito,
Ted Danson
Usa 2007
Distribuito in Italia con notevole ritardo,
Nobel Son ci appare sin dalle prime battute
un film godibile. C’è azione pura, guai a
perdervi qualche fotogramma perchè si perde
il filo. Ricorda per certi versi il film
“Who is Cletis Tout?”.
Gli ingredienti per una commedia criminale
ci sono tutti: cattiveria, divertimento,
scene movimentate, attori in parte.
Fotogramma dopo fotogramma il film diventa
sempre più coinvolgente grazie alla particolarità
dei personaggi. Nota di merito per tutti
gli attori ma Alan Rickman merita un
punticino in più.
Regia: David Mackenzie
Cast: Ashton Kutcher, Anne Heche, Hart Bochner,
Sebastian Stan, Margarita Levieva
Usa 2009
Il ragazzo giovane che intraprende relazioni
pseudo-sentimentali con donne più grandi e
facoltose è un aspetto quanto mai moderno
della nostra società.
Toy Boy parla proprio di questo, Ashton Kutcher
è un vero e proprio playboy, con le sue regole
e con i suoi modi di fare affabili, con l’aria
da bravo ragazzo e di sicura affidabilità.
Strizzando l’occhio ad “Alfie” e a “Le regole
dell’attrazione”, Mackenzie da vita ad una
lunga sequenza di scene di sesso e della vita
agiata che il protagonista (grazie alle sue
prede) riesce a condurre.
Il protagonista, però, ha del sale in zucca e
riesce anche a ritagliarsi una piccola fetta
di dolce sentimentalismo dimostrando, quindi,
il suo lato più debole, umano.
Seppur superficialmente la pellicola ritrae
l’animo di questo playboy della nuova generazione,
sarebbero potuti entrare più nel vivo del
personaggio, ma probabilmente sarebbe stato
un film meno ammiccante (forse più accattivante).
Piacevoli novanta minuti da passare in compagnia
di un film, quantomeno, atipico. Ottima colonna
sonora.
Regia: Kevin Smith
Cast: Bruce Willis, Tracy Morgan,
Kevin Pollak, Guillermo Díaz, Adam Brody,
Seann William Scott
Usa 2010
Kevin Smith (Clerks) per la prima
volta, dietro la macchina da presa,
si cimenta in un action comedy.
Film ben incastrato, divertente,
scanzonato, così come dovrebbero
essere certi generi di film.
Negli anni ‘80 film come Beverly Hills
Cop ci avevano divertito tanto,
negli anni ‘90 con Bad Boys il risultato
non fu lo stesso. Stavolta (pur notando
gli spunti presi proprio da qualche
film ‘80) ci si trova davanti ad un prodotto
notevolmente spassoso se non ci si
sofferma a pensare ai perchè di certe
cose.
I protagonisti formano una nuova coppia
decisamente azzeccata, i personaggi di
contorno son ben assortiti (nota di merito
per Seann William Scott, Stifler di
American Pie).
Siamo ovviamente lontani dalla genialità
di film come Clerks o Jay & Silent Bob, ma
di sicuro, agli amanti del genere, il film
risulterà godibilissimo.
Nei titoli di coda c’è un chiaro omaggio a
Fletch (C.Chase) con la canzone Bit by Bit
di Stephanie Mills.
Regia: Marshall Lewy
Cast: Breckin Meyer, Anna Paquin, Joyce Krenz
Canada, Usa 2007
Un americano, deluso dalla rielezione di George W.Bush
nel 2004, decide di mollare tutto e andarsene in Canada
per cominciare una nuova vita. Compagna di viaggio sarà
Chloe (Anna Paquin). Commedia dai toni pacati che non
vuole sconvolgere e priva di americanate.
Leggero affresco che sottolinea lo sbando di una
generazione che si chiede il perchè di tante cose.
Marshall Lewy al suo primo lungometraggio (ha all’attivo
3 corti) riesce nell’intento di creare un prodotto
genuino, e sin dalle prime battute si ha l’impressione che
si sta per vedere un filmetto niente male, senza sbavature,
senza grandissimi colpi di scena, ma va bene così.
Ottime le prove dei due protagonisti.
Regia: Eduardo Tartaglia
Cast: Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza,
Biagio Izzo, Maurizio Casagrande, Nunzia Schiano,
Alena Seredova.
Italia 2010
Terzo lungometraggio per il partenopeo Tartaglia.
Tanto teatro, ottima farsa nel pieno stile della
commedia degli equivoci. Con un omaggio a Totò
(A Livella) e situazioni collaudate ma ben
costruite da attori con degli straordinari tempi
comici (Biagio Izzo su tutti). Gli equivoci
lessicali possono sembrare una cosa già vista e
rivista, ma spesso nel cinema è importante il
modo in cui viene esposto un lavoro.
Divertente quanto il primo suo film (Il mare
non c’è paragone), più scorrevole del secondo
(Ci sta un francese, un inglese e un napoletano).
Il merito più grande che va attribuito al
regista-attore-autore è la genuinità dei propri
lavori mescolata con maestria a delle storie che
anche se alle volte sfiorano il surreale hanno il
pregio di non risultare mai banali.
Regia: Gennaro Nunziante
Cast: Checco Zalone (Luca Medici), Dino Abbrescia,
Giulia Michelini, Fabio Troiano, Francesca Chillemi
Italia 2009
Strafalcioni, gaffes e situazioni paradossali
fanno di questa prima opera scritta e interpretata
dal nostro Checco Zalone un film carinissimo,
che ribadisce (come se ce ne fosse bisogno)
che negli ultimi anni Zelig, anche se non più coi
fasti di anni fa, è riuscito a sfornare comici
convincenti. Riesce a prendere in giro la
mediocrità senza esasperazioni. Sberleffa
l’ignoranza, ma con garbo. Riesce a far ridere
e sorridere, non cedendo mai alla volgarità
gratuita. Questo esordio ci lascia ben sperare
per eventuali nuove sceneggiature. Nel panorama
comico italiano, dal punto di vista cinematografico,
forse, ce n’era bisogno.
Regia: Carlo Verdone
Cast: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini,
Angela Finocchiaro
Italia 2009
Un prete, dopo anni passati in varie missioni umanitarie,
si ritrova alle prese con una famiglia molto più disastrata
di quando l’aveva lasciata. A complicare le cose c’è Lara,
ragazza con non pochi problemi nella vita.
Trattasi del Verdone più “serio”, con alcune note malinconiche
che possono ricordare quello di “compagni di scuola”
(pur essendo un film totalmente diverso da quello).
Si ride con delle belle trovate, il cast è abbastanza ben assortito
(su tutti Giallini è strepitoso nella parte del fratello cocainomane).
Note dolenti sono le varie frasi moralistiche quando si paragonano
i problemi esistenziali moderni a chi è meno fortunato di noi e
quant’altro. Non si tratta del Verdone dei picchi; alcune scene,
forse, potevano essere girate con una maggiore verve, ma tutto
sommato si esce dalla sala cinematografica con un bel pensiero,
in un film, sicuramente, non stupido che diverte e in fin dei
conti può andarci bene così.
Regia: Leonardo Pieraccioni
Cast: Leonardo Pieraccioni, Suzie Kennedy, Biagio Izzo,
Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini, Luca Laurenti, Barbara Tabita
Italia 2009
Uscito nel periodo natalizio, il film di Pieraccioni
si allinea perfettamente alla leggerezza
che domina in certe pellicole del periodo.
L’idea dell’evocazione del fantasma di Marilyn
poteva dare adito ad uno svolgimento accattivante
che invece cede spesso il posto al trionfo dei dialetti
(che fanno sorridere, ma nemmeno più di tanto) ed al
susseguirsi dei clichè della commedia disimpegnata.
La sceneggiatura, seppur senza picchi di spessore,
è tuttavia garbata e moderatamente fruibile.
Nota di merito a Papaleo e Izzo - i quali forniscono
la giusta dose di colore - e alla somigliantissima sosia
di Marylin, mai scevra di quella sottile malinconia
e di quella frivola grazia che tanto ricordano
le caratteristiche dell’indimenticata e indimenticabile Monroe.
Regia: Guy Ritchie
Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong
Usa, Uk. Australia 2009
Il canovaccio solito dei misteri apparentemente irrisolvibili
è inevitabile. Come è inevitabile che il tutto sia risolto
da Holmes e Watson.
Il piglio che Ritchie ha dato a questa pellicola si allontana
per forza di cose dai romanzi scritti da Doyle. Qui troviamo
un Holmes mattatore, intelligente, istrionico e divertente con
un posato, ma fedele compagno come Watson.
L’interpretazione del sempre grandioso Robert Downey jr.
sarebbe anche inutile, ormai, sottolinearla; ogni suo
personaggio ha un’impronta vera e propria e questo è quello
che fa di lui un grande attore. Tutto il resto del cast si è
“comportato” egregiamente. Il ritmo è incalzante, le battute
che portano non pochi sorrisi anche. Se volessimo trovargli
un difetto, forse, potremmo asserire che dieci minuti in meno
nel complesso non sarebbero guastati, ma va bene così.
Ottima pellicola per una serata di puro intrattenimento
assolutamente non stupido.
Regia: Marc Webb
Cast: Zooey Deschanel, Joseph Gordon-Levitt, Chloe Moretz, Matthew Gray Gubler,
Minka Kelly, Yvette Nicole Brown, Geoffrey Arend, Rachel Boston
Usa 2009
La vita è anche sentimento, a ragion veduta
ognuno di noi potrebbe raccontare il proprio
spaccato di vita sentimentale, le sue sofferenze,
le sue ansie e sentirsi colpito da questo
gran bel film. Il regista Marc Webb ci racconta
un film non facile in maniera semplice,non lineare,
ma piacevole, come se tutto fosse già scritto,
come se da qualche parte già si sappia il finale.
Protagonisti assolutamente all’altezza del compito,
colonna sonora volutamente pop azzeccatissima,
regia sobria e alquanto originale (bella l’idea
di contrapporre l’ideale alla realtà).
Incomprensibile aver tradotto il nome della
protagonista Summer in Sole, e se l’idea è nata per
la scena finale del film è ancora più “preoccupante”.
(500) Days of Summer è un film maturo, per un
pubblico dall’animo dolce, per uno spettatore che
abbia voglia di considerare l’amore da tutte le sue
angolazioni. Non aspettatevi la solita commedia
romantica, perchè come dice la voce narrante all’inizio
del film, non lo è.