The Box

Archiviato in: Drammatico, Thriller, Recensione — BigApple 24 Luglio 2010 @ 23:18

Regia: Richard Kelly
Cast: Cameron Diaz, James Marsden,
Frank Langella, Gillian Jacobs
Usa 2009

 

Il film ci pone davanti ad un “bivio”
esistenziale:”Accettare un milione di
dollari e lasciare che qualcuno che non
abbiamo mai visto possa morire nello
stesso istante”.
Lo spunto è interessantissimo, il modo in
cui viene girato, le ambientazioni,
la malsana inquietudine durante tutti
i minuti della pellicola molto meno.
Una grande occasione sprecata è quello che
più ci viene in mente per non essere troppo
crudeli nel recensire quanto visto.
Tra i vari difetti ce ne sono due davvero
imperdonabili: la lentezza (ogni scena sembra
durare decine di minuti) e soprattutto la
stucchevole pretesa di voler far passare per
buone le scene incomprensibili (cosa che se
viene fatta ad arte da JJ Abrams in Lost è
un conto ma fatta in questo modo lascia il
tempo che trova).
Man mano il film diventa più delirante, a
tratti snervante, quasi a rivalutare film che
in passato avevamo stroncato (funny games),
in quel caso la follia aveva un “giusto equilibrio”.
Nella speranza che il plot iniziale venga usato
da qualcuno sano di mente per realizzare un
qualcosa di simile ma fondamentalmente opposto
il consiglio è di risparmiare i soldi al botteghino.

Toy Boy

Archiviato in: Commedia, Drammatico, Recensione — BigApple 20 Luglio 2010 @ 15:40

Regia: David Mackenzie
Cast: Ashton Kutcher, Anne Heche, Hart Bochner,
Sebastian Stan, Margarita Levieva
Usa 2009

 

Il ragazzo giovane che intraprende relazioni
pseudo-sentimentali con donne più grandi e
facoltose è un aspetto quanto mai moderno
della nostra società.
Toy Boy parla proprio di questo, Ashton Kutcher
è un vero e proprio playboy, con le sue regole
e con i suoi modi di fare affabili, con l’aria
da bravo ragazzo e di sicura affidabilità.
Strizzando l’occhio ad “Alfie” e a “Le regole
dell’attrazione”, Mackenzie da vita ad una
lunga sequenza di scene di sesso e della vita
agiata che il protagonista (grazie alle sue
prede) riesce a condurre.
Il protagonista, però, ha del sale in zucca e
riesce anche a ritagliarsi una piccola fetta
di dolce sentimentalismo dimostrando, quindi,
il suo lato più debole, umano.
Seppur superficialmente la pellicola ritrae
l’animo di questo playboy della nuova generazione,
sarebbero potuti entrare più nel vivo del
personaggio, ma probabilmente sarebbe stato
un film meno ammiccante (forse più accattivante).
Piacevoli novanta minuti da passare in compagnia
di un film, quantomeno, atipico. Ottima colonna
sonora.